"Giunto alla mia villa suonai furiosamente il campanello"
"Suonò il campanello e nello stesso tempo chiamò Maria con la voce"
"V'era ancora la possibilità di ritornare a quella porta che avevo chiuso dietro di me, suonare il campanello e domandare di poter dire ad Ada quelle parole ch'essa sulla sua mano aveva cercato invano?"
Il campanello fu inventato dal fisico Joseph Henry nel 1831.
Il campanello elettrico è un dispositivo elettromeccanico utilizzato per richiamare l’attenzione su uno specifico evento. Il campanello elettrico posto sulle porte delle abitazioni è un tipico esempio del suo utilizzo così come lo è la “campanella” nelle scuole.
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domenica 29 giugno 2014
Specchio
"Quel giorno, passando dal letto alla poltrona, si fermò dinanzi allo specchio"
"Zoppicai di nuovo verso Guido. Giunto accanto a lui guardandomi in uno specchio, accesi una sigaretta".
"Nello specchio mi vidi molto pallido..."
"...sapeva che in una stanza mancava uno specchio".
"La salute non analizza se stessa e neppur si guarda allo specchio".
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Uno specchio è una superficie riflettente sufficientemente lucida da permettere la riflessione di immagini. Con la Rivoluzione industriale e la diffusione di nuovi materiali, la produzione degli specchi aumentò.
"Zoppicai di nuovo verso Guido. Giunto accanto a lui guardandomi in uno specchio, accesi una sigaretta".
"Nello specchio mi vidi molto pallido..."
"...sapeva che in una stanza mancava uno specchio".
"La salute non analizza se stessa e neppur si guarda allo specchio".
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Ampliamento del precedente post "Treni e Stazioni"
"A forza di sentirmelo dire, io mi rassegnai e mi avviai verso Gorizia pensando di prendere il treno del mezzodì per recarmi a Trieste".
"Il treno camminò bene fino oltre Monfalcone".
"Il mio treno si era fermato in mezzo alla cosiddetta Sassonia di Trieste".
Procedendo con la lettura ho riscontrato nei capitoli a seguire nuovi riferimenti al mondo dei treni e delle stazioni e ho quindi pensato di aggiungerli al blog in modo tale da avere una panoramica più completa.
A presto!
"Il treno camminò bene fino oltre Monfalcone".
"Il mio treno si era fermato in mezzo alla cosiddetta Sassonia di Trieste".
Procedendo con la lettura ho riscontrato nei capitoli a seguire nuovi riferimenti al mondo dei treni e delle stazioni e ho quindi pensato di aggiungerli al blog in modo tale da avere una panoramica più completa.
A presto!
Stufa
"Trovai Augusta che m'aspettava e che batteva i denti dal freddo avendo trascurata la stufa".
La stufa è un apparecchio di ghisa, ceramica, acciaio o altro materiale usato per il riscaldamento degli ambienti domestici. Ne esistono moltissimi modelli, nei quali vengono utilizzati vari tipi di combustibile per alimentare la fiamma.
In generale possiede un'efficienza di riscaldamento superiore al camino standard in quanto possiede una superficie maggiore esposta al contatto con l'aria dell'ambiente da riscaldare riscaldandolo direttamente per convezione oltre che per irraggiamento.
Per ulteriori informazioni vai al link:
http://it.wikipedia.org/wiki/Stufa
A presto!
La stufa è un apparecchio di ghisa, ceramica, acciaio o altro materiale usato per il riscaldamento degli ambienti domestici. Ne esistono moltissimi modelli, nei quali vengono utilizzati vari tipi di combustibile per alimentare la fiamma.In generale possiede un'efficienza di riscaldamento superiore al camino standard in quanto possiede una superficie maggiore esposta al contatto con l'aria dell'ambiente da riscaldare riscaldandolo direttamente per convezione oltre che per irraggiamento.
Per ulteriori informazioni vai al link:
http://it.wikipedia.org/wiki/Stufa
A presto!
Lampadina
"Persino per il violino fu provveduto un leggìo con la sua brava lampadina che illuminava la musica senza ferire gli occhi".
La citazione è nuovamente tratta dal capitolo "La moglie e l'amante"; a seguire il link per approfondimenti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Lampadina
La citazione è nuovamente tratta dal capitolo "La moglie e l'amante"; a seguire il link per approfondimenti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Lampadina
lunedì 28 aprile 2014
La Fabbrica di Zucchero
"Possedevamo io e lui da vario tempo delle azioni di una fabbrica di zucchero dalla quale si attendevano miracoli. Invece le azioni si ribassavano, tenuemente, ma ogni giorno, e Giovanni, che non intendeva nuotare contro corrente, si disfece delle sue e mi convinse di vendere le mie".
In questo passo, contenuto nel capitolo "La storia del mio matrimonio", in cui troviamo un riferimento ad una fabbrica da zucchero nei quali il protagonista ed il futuro suocero, Giovanni Malfenti, investono. Malfenti decide tuttavia di vendere le azioni della fabbrica e induce l'amico Zeno a fare altrettanto. Tuttavia Zeno si dimentica di seguire il suggerimento fino a che scopre che il valore delle suddette azioni raddoppia. Il colpa di fortuna tuttavia non porta i risultati sperati poiché poco dopo il protagonista afferma che "era tanto più divertente qand'egli danneggiava me".
La prima fabbrica moderna fu probabilmente la Cromford Mill di Richard Arkwright.
Egli fu un imprenditore e ingegnere britannico a cui si deve il brevetto del primo filatoio automatico (anche se gli fu contestato da un contemporaneo. Diede vita inizialmente ad un fabbrica e in seguito ad uno stabilimento in cui reclutò come manodopera donne e bambini.
Uno zuccherificio è una fabbrica dedita alla produzione di zucchero tramite depurazione, cristallizzazione e raffinazione degli estratti acquosi della canna da zucchero o della barbabietola. Lo zucchero greggio viene depurato nella raffineria, che è un impianto quasi sempre annesso allo stesso zuccherificio. (da Wikipedia).
Per avere maggiori informazioni riguardo alla produzione industriale dello zucchero, vi invito a visitare la seguente pagina:
http://it.wikipedia.org/wiki/Produzione_dello_zucchero#Impianti_di_produzione
Inoltre per informazioni più dettagliate riguardo alla principale società saccarifera presente in suolo italiano suggerisco di visitare la pagina dell' Eridania Sadam (in basso il link).
http://www.eridaniasadam.com/nqcontent.cfm?a_id=1107
In questo passo, contenuto nel capitolo "La storia del mio matrimonio", in cui troviamo un riferimento ad una fabbrica da zucchero nei quali il protagonista ed il futuro suocero, Giovanni Malfenti, investono. Malfenti decide tuttavia di vendere le azioni della fabbrica e induce l'amico Zeno a fare altrettanto. Tuttavia Zeno si dimentica di seguire il suggerimento fino a che scopre che il valore delle suddette azioni raddoppia. Il colpa di fortuna tuttavia non porta i risultati sperati poiché poco dopo il protagonista afferma che "era tanto più divertente qand'egli danneggiava me".
La prima fabbrica moderna fu probabilmente la Cromford Mill di Richard Arkwright.
Egli fu un imprenditore e ingegnere britannico a cui si deve il brevetto del primo filatoio automatico (anche se gli fu contestato da un contemporaneo. Diede vita inizialmente ad un fabbrica e in seguito ad uno stabilimento in cui reclutò come manodopera donne e bambini.
Uno zuccherificio è una fabbrica dedita alla produzione di zucchero tramite depurazione, cristallizzazione e raffinazione degli estratti acquosi della canna da zucchero o della barbabietola. Lo zucchero greggio viene depurato nella raffineria, che è un impianto quasi sempre annesso allo stesso zuccherificio. (da Wikipedia).Per avere maggiori informazioni riguardo alla produzione industriale dello zucchero, vi invito a visitare la seguente pagina:
http://it.wikipedia.org/wiki/Produzione_dello_zucchero#Impianti_di_produzione
Inoltre per informazioni più dettagliate riguardo alla principale società saccarifera presente in suolo italiano suggerisco di visitare la pagina dell' Eridania Sadam (in basso il link).
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venerdì 11 aprile 2014
Autovetture
Numerosissimi sono i riferimenti alle prime forme di autovetture all'interno de " La coscienza di Zeno".
Il primo lo troviamo nel capitolo riguardante la morte del padre della voce narrante. Il dottore Coprosich infatti, medico curante del padre di Zeno, colpito da un malore, afferma di "aver dovuto venire a piedi perché a causa del violento uragano, non aveva trovato una vettura".
Dopo i primi prototipi di automobili ideati dall' eclettico a Leonardo Da Vinci in epoca Rinascimentale (mai costruiti) e nel Settecento da Cugnot (basati sul vapore), l'automobile come mezzo di trasporto valido e alternativo alla trazione animale si affermò nell'Ottocento.
Per la sua propulsione furono utilizzati numerosi e diversi motori con vari sistemi di alimentazione finché, dopo la prima guerra mondiale, il motore endotermico e la benzina si imposero dovunque su tutti gli altri.
Anche esteticamente l'automobile si sviluppò dai primi carri e carrozze direttamente derivati dai veicoli trainati dai cavalli verso forme sempre più autonome, tendenti da un lato a sfruttare le caratteristiche aerodinamiche del mezzo e dall'altro a fornire sempre maggior comfort ai passeggeri.
Per ulteriori informazioni visitare la pagina: http://it.wikipedia.org/wiki/Autovettura. (fonte di queste informazioni).
Tuttavia, nell'epoca in cui è ambientato il racconto, le carrozze come mezzo di trasporto non erano ancora state abbandonate. Vengono infatti spesso citate:
"Entrai nel giardino che circonda la nostra villa. A questa si accedeva per una breve strada carrozzabile".
"All'altezza dei volti di Chiozza, vidi in lontananza il convoglio e mi parve persino di riconoscere la carrozza di un amico mandata al funerale per Ada".
Per ulteriori informazioni riguardanti la carrozza come mezzo di trasporto: http://it.wikipedia.org/wiki/Carrozza
Il primo lo troviamo nel capitolo riguardante la morte del padre della voce narrante. Il dottore Coprosich infatti, medico curante del padre di Zeno, colpito da un malore, afferma di "aver dovuto venire a piedi perché a causa del violento uragano, non aveva trovato una vettura".
Dopo i primi prototipi di automobili ideati dall' eclettico a Leonardo Da Vinci in epoca Rinascimentale (mai costruiti) e nel Settecento da Cugnot (basati sul vapore), l'automobile come mezzo di trasporto valido e alternativo alla trazione animale si affermò nell'Ottocento.
Per la sua propulsione furono utilizzati numerosi e diversi motori con vari sistemi di alimentazione finché, dopo la prima guerra mondiale, il motore endotermico e la benzina si imposero dovunque su tutti gli altri.
Anche esteticamente l'automobile si sviluppò dai primi carri e carrozze direttamente derivati dai veicoli trainati dai cavalli verso forme sempre più autonome, tendenti da un lato a sfruttare le caratteristiche aerodinamiche del mezzo e dall'altro a fornire sempre maggior comfort ai passeggeri.
Per ulteriori informazioni visitare la pagina: http://it.wikipedia.org/wiki/Autovettura. (fonte di queste informazioni).
Tuttavia, nell'epoca in cui è ambientato il racconto, le carrozze come mezzo di trasporto non erano ancora state abbandonate. Vengono infatti spesso citate:
"Entrai nel giardino che circonda la nostra villa. A questa si accedeva per una breve strada carrozzabile".
"All'altezza dei volti di Chiozza, vidi in lontananza il convoglio e mi parve persino di riconoscere la carrozza di un amico mandata al funerale per Ada".
Per ulteriori informazioni riguardanti la carrozza come mezzo di trasporto: http://it.wikipedia.org/wiki/Carrozza
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L' Elettroshock
"Ero andato da quel medico perché m'era stato detto che guariva le malattie nervose con l'elettricità. Io pensai di poter ricavare dall'elettricità la forza che occorreva per lasciare il fumo".
In questo capitolo Zeno riporta i molteplici quanto vani tentativi da lui perseguiti per abbandonare definitivamente il vizio del fumo.
Dalla lettura del suddetto capitolo tuttavia si evince che la reale "malattia" di Zeno non è il tabagismo, ma la sua incapacità di tener fede agli impegni e di assumersi le proprie responsabilità, colpevolizzandosi e analizzando i propri comportamenti scorretti.
Zeno si rivolge quindi ad un medico noto per guarire i disturbi dei propri pazienti attraverso l'utilizzo di scariche di corrente elettrica.
Egli sottopose il protagonista a ben settanta applicazioni elettriche e, come ammette lo stesso Zeno, "avrebbero continuato tuttora se io non avessi giudicato di averne avute abbastanza".
Si tratta senza dubbio di un'applicazione in campo medico innovativa e a tratti precorrente i tempi:

giovedì 10 aprile 2014
La Locomotiva
"Mercé la matita che ho in mano, resto desto, oggi. Vedo, intravvedo delle immagini bizzarre che non possono avere nessuna relazione col mio passato: una locomotiva che sbuffa su una salita trascinando delle innumerevoli vetture; chissà donde venga e dove vada e perché sia ora capitata qui!".
Questa frase è tratta dal preambolo del libro, in cui Zeno tenta di rievocare e successivamente organizzare i ricordi che dovranno essere raccolti nel memoriale indirizzato al dottor S.
Risulta fondamentale ai fini del blog porre l'accento iniziale sul riferimento alla locomotiva; Zeno nel tentativo di far riaffiorare i primi momenti della sua infanzia riesce solo ad avere nitida nella mente l'immagine di una locomotiva che trascina altri mezzi.
Un secondo riferimento a questo mezzo di trasporto è riscontrabile nel capitolo in cui Zeno racconta del malore avuto da padre con la conseguente visita del dottor Coprovich.
Il protagonista, in particolare, paragona l'asmatico e boccheggiante respiro del padre ad una “locomotiva che trascina una sequela di vagoni per un’erta”. È quindi immediato creare un collegamento tra i due episodi; il legame di Zeno col padre è tale da essere il primo pensiero che emerge durante il suo processo di autoanalisi.
La locomotiva è il rotabile ferroviario munito di motore che viene usato per il traino di un treno e che fece la sua prima apparizione durante gli anni della Rivoluzione Industriale grazie all'inventore inglese Richard Trevithick, che nel febbraio 1804 costruì la prima locomotiva a vapore funzionante per la miniera di Pennydarren nel Galles.
La locomotiva a vapore è quella macchina che serve a trainare veicoli per trasporto di merci o di viaggiatori sulle strade ferrate che utilizza per la propulsione un motore a vapore. La base teorica del funzionamento del motore a vapore è la termodinamica che ha avuto come primo oggetto di studio proprio il motore a vapore nelle sue diverse applicazioni.
Questa frase è tratta dal preambolo del libro, in cui Zeno tenta di rievocare e successivamente organizzare i ricordi che dovranno essere raccolti nel memoriale indirizzato al dottor S.
Risulta fondamentale ai fini del blog porre l'accento iniziale sul riferimento alla locomotiva; Zeno nel tentativo di far riaffiorare i primi momenti della sua infanzia riesce solo ad avere nitida nella mente l'immagine di una locomotiva che trascina altri mezzi.
Un secondo riferimento a questo mezzo di trasporto è riscontrabile nel capitolo in cui Zeno racconta del malore avuto da padre con la conseguente visita del dottor Coprovich.
Il protagonista, in particolare, paragona l'asmatico e boccheggiante respiro del padre ad una “locomotiva che trascina una sequela di vagoni per un’erta”. È quindi immediato creare un collegamento tra i due episodi; il legame di Zeno col padre è tale da essere il primo pensiero che emerge durante il suo processo di autoanalisi.
La locomotiva è il rotabile ferroviario munito di motore che viene usato per il traino di un treno e che fece la sua prima apparizione durante gli anni della Rivoluzione Industriale grazie all'inventore inglese Richard Trevithick, che nel febbraio 1804 costruì la prima locomotiva a vapore funzionante per la miniera di Pennydarren nel Galles.
La locomotiva a vapore è quella macchina che serve a trainare veicoli per trasporto di merci o di viaggiatori sulle strade ferrate che utilizza per la propulsione un motore a vapore. La base teorica del funzionamento del motore a vapore è la termodinamica che ha avuto come primo oggetto di studio proprio il motore a vapore nelle sue diverse applicazioni.
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